Quando un'impresa valuta la polizza contro i rischi catastrofali, una delle domande più importanti è: quali beni devo assicurare e per quale valore? Un importo scelto senza esaminare l'attività può lasciare una parte del danno a carico dell'impresa. Per questo, prima di confrontare i premi, occorre individuare i beni interessati e capire quali limiti prevede il contratto.
Somma assicurata e massimale: qual è la differenza
La somma assicurata è l'importo indicato in polizza per i beni e le garanzie previste. Il massimale, o limite di indennizzo, è l'importo massimo che la compagnia può corrispondere per un sinistro e può essere inferiore alla somma assicurata.
Nessuno dei due importi rappresenta una liquidazione automatica. L'indennizzo dipende dal danno accertato, dai beni e dagli eventi coperti e dalle condizioni contrattuali, comprese eventuali franchigie o scoperti.
Per esempio, se i beni interessati hanno un valore di 800.000 euro ma il limite di indennizzo per sinistro è di 400.000 euro, la compagnia non potrà liquidare più di quel limite per l'evento coperto. L'importo effettivo potrebbe essere più basso, secondo il danno e le condizioni di polizza.
Quali beni considerare nella copertura obbligatoria
La disciplina Cat Nat riguarda i beni impiegati nell'attività d'impresa che rientrano nelle categorie previste dalla norma:
- terreni, per i quali si considera il costo di ripristino;
- fabbricati, da valutare in base al costo di ricostruzione a nuovo, non semplicemente al valore catastale o commerciale;
- impianti e macchinari, da valutare in base al costo di rimpiazzo;
- attrezzature industriali e commerciali, anch'esse da valutare secondo il costo di rimpiazzo.
Va verificato anche se questi beni siano utilizzati dall'impresa in affitto o in leasing e se siano già coperti da un'altra polizza idonea. Merci e scorte di magazzino non rientrano tra le categorie di beni previste dall'obbligo: se l'impresa vuole tutelarle, occorre valutare una garanzia ulteriore.
Perché il valore dei beni va stimato con attenzione
Una stima troppo bassa può lasciare all'impresa un danno che supera quanto previsto in polizza. Per i fabbricati conta il costo necessario a ricostruirli; per macchinari e attrezzature, quello necessario a sostituirli con beni di utilità equivalente.
Nella valutazione bisogna poi leggere insieme somma assicurata, massimale per sinistro, franchigie, scoperti ed eventuali esclusioni. Anche l'ubicazione dei beni è rilevante per valutare il rischio e il premio. Due attività vicine a Concorezzo possono avere esigenze molto diverse se utilizzano fabbricati, impianti o attrezzature differenti.
Obbligo assicurativo e agevolazioni pubbliche
La Legge n. 213/2023 ha introdotto l'obbligo di copertura contro determinati eventi catastrofali per le imprese che rientrano nel suo ambito di applicazione, secondo le successive disposizioni attuative e i termini previsti. Non tutte le attività e non tutti i beni sono trattati allo stesso modo: il primo controllo riguarda quindi l'applicabilità dell'obbligo al caso concreto.
La mancata stipula può essere presa in considerazione nell'assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche. Gli effetti dipendono però dalle regole della singola misura: non è corretto parlare di esclusione automatica da ogni aiuto.
Una valutazione costruita sui beni dell'impresa
Per preparare una proposta utile servono informazioni sui beni effettivamente impiegati nell'attività, sulla loro ubicazione e sui costi di ricostruzione, ripristino o rimpiazzo. È opportuno confrontare poi le condizioni delle soluzioni disponibili, senza fermarsi al solo premio.
La polizza catastrofale per imprese può essere affiancata, quando necessario, da altre garanzie per rischi che non rientrano nella copertura obbligatoria.
Verifica i valori e i limiti della tua copertura
Una polizza utile parte dai beni reali della tua attività e da una lettura chiara di ciò che il contratto prevede.
Valutiamo insieme beni, somme assicurate e limiti di indennizzo, per individuare una soluzione coerente con la tua impresa.
